domenica 7 febbraio 2010

Glee


Ne parlo volutamente in ritardo perchè ne hanno già parlato in molti, soprattutto dopo la serata di assegnazione dei Golden Globe dove Glee ha trionfato su tutti i fronti.
Glee è una nuova serie televisiva statunitense che ribalta il concetto del sogno americano e mostra l'America "difettosa", quella che esiste, quella che fatica ad affermarsi, quella per cui il successo non è garantito ma va ricercato, combattendo contro se stessi e i propri limiti.

Per essere chiari i protagonisti sono (in ordine di locandina):
Finn - adolescente belloccio in preda a perenni crisi di insicurezza
Star - cheerleader prematuramente incinta
Noah - irrequieto e in attratto dal richiamo (ormonale) delle madri quarantenni dei suoi amici
Mercedes - ragazza di colore "leggermente" in sovrappeso ma con grinta da vendere
Sue - insegnate di ginnastica dotata di particolari metodologie didattiche e completamente priva di qualsiasi valore etico
Will - insegnante di spagnolo con sogni di spettacolo ormai seppelliti dal quotidiano presente
Arty - costretto su una sedia a rotelle
Tina - cinese con problemi di balbuzie
Kurt - fan di Beyoncè e gay all'ennesima potenza
Rachel - figlia di due genitori gay (il cui seme è stato mescolato durante l'inseminazione) e alla continua ricerca del successo
E inoltre:
Emma - psicologa del college affetta da gravi disturbi ossessivi-compulsivi legati all'igene
Terri - moglie di Will alle prese con una fantomatica gravidanza isterica
... e tanti altri personaggi che rappresentano etnie, culture, orientamenti sessuali e problematiche di ogni genere.

Il linguaggio è veloce, pungente, sarcastico, provocatorio, a tratti sgradevole, mentre la narrazione sconfina puntualmente in magnifiche sequenze degne dei migliori musical di stampo statunitense. Tutta la serie inoltre è condita da un evidente gusto queer che la rende irresistibile e ne decreta il riconoscimento a vera e propria icona gay. Gli ingredienti ci sono tutti: musica, spettacolo, ballletti, coreografie e tanti bei ragazzi. Ogni episodio è un piccolo show a sè stante ed è impossibile rimanere davanti al televisore senza canticchiare una delle canzoni o muovere la gamba al ritmo dei più grandi successi della musica degli ultimi 20 anni, accuratamente selezionata e riproposta in chiave musical dai giovani protagonisti.
La stada per il successo, quello vero, è spianata: non resta che godersi lo spettacolo...


giovedì 7 gennaio 2010

Please forgive me, because I'm a little bit...


Non ci sono parole per descrivere la cerimonia di consegna dei premi del Palm Springs Festival a Los Angeles.
Protagonista indiscussa e involontaria la burrosa Mariah Carey che sale sul palco e arranca barcollando in un vestitino nero come una trota salmonata che tenta di divincolarsi dal cartoccio nel quale è avvolta. Bastano pochi istanti per rendersi conto che la Carey è ubriaca fradicia. La risata è dietro l'angolo, tenta di emettere qualche parola di senso compiuto, poi si scusa, ammettendo di essere un pò.... sì.... ehm.... (qualcuno dal pubblico urla DRUNK!) ... esatto! Ubriaca! E giù a ridere.... Il monologo prosegue imbarazzante, illogico, sconclusionato e alcoolico più che mai, finchè, raggiunto l'abisso, la cantante finalmente si congeda.
Non c'è che dire, questa serata rimarrà nella storia.

martedì 5 gennaio 2010

Collezionismo


E' apparsa in questi giorni in televisione la campagna pubblicitaria dell'ennesima raccolta in fascicoli che unisce simpatici gadget a inutili volumi di carta stampata. Un pò in controtendenza rispetto ad altri prodotti simili che solitamente iniziano a comparire in edicola a settembre, con il rientro dalle vacanze, questa simpatica raccolta settimanale esordisce in un momento assai insolito.
Forse a causa degli eventi in chiusura di anno, gli editorialisti hanno reputato che la società è in crisi morale e di conseguenza il mercato richiede prodotti che richiamino noi pecorelle smarrite alla spiritualità e al sentimento religioso.
Cosa di più utile quindi di una raccolta di acquasantiere artistiche da collezione?!?
Le acquasantiere sono piccoli oggetti che trovano comodamente posto nei nostri sovraffollati mono/bi/trilocali, soddisfano il nostro gusto estetico con le preziose decorazioni eseguite a mano, contribuiscono a creare quello spirito di concordia perduto e, ultima per importanza, sono estremamente utili. Casomai entrando in casa vostra qualcuno sentisse l'urgente bisogno di farsi il segno della croce troverà molto utile l'acquasantiera che voi avrete posizionato proprio lì, dove serve, in più punti della casa. Al punto che al termine della collezione le acquasantiere avranno preso il sopravvento e anche gli acari si arrenderanno, abbandonando la vostra abitazione.
Nel caso invece voleste riutilizzare questi simpatici gadget vi offro alcuni spunti che spero torneranno utili: piccoli vasi per piante grasse, abbeveratoi per uccelllini, posacenere da balcone, orinatoi per la casa delle bambole dei vostri bambini.
Per concludere, un pensiero a coloro che trascorrono la propria esistenza decorando a mano le acquasantiere: abbiate fede, verranno tempi migliori anche per voi.