martedì 29 dicembre 2009

Anche questa volta è volato via


Anche quest'anno il Natale è volato via: l'abbiamo desiderato, atteso, bramato a tal punto che quando è arrivato non ce ne siamo resi conto e ci siamo trovati a Santo Stefano chiedendoci se fosse davvero tutto già terminato.
Lo scorso anno il primato è spettato ai grandi magazzini Macy's che a San Francisco il 9 settembre stavano allestendo i reparti con alberi di natale e decorazioni di ogni sorta. Quest'anno invece sono incappato nella prima vetrina natalizia della mia città a fine ottobre circa. Decisamente in ritardo considerando l'indole provinciale della mia grande città.
Sul lavoro il fenomeno assume la forma di un'apocalisse, un punto di non ritorno da cui bisogna passare, possibilmente garantendosi l'immunità. Tutto deve essere terminato entro Natale, anche i lavori che si trascinano da semestri interi, come a segnare uno spartiacque più simbolico che reale. Tutto poi si risolve in una bolla di sapone e in tanto lavoro extra nei giorni precedenti, dal momento che l'evento si concretizza in due o tre giorni di fermo lavorativo. Dopodichè, tutto come sempre.
Credo che ormai si inizi talmente presto a parlare del Natale al punto da creare un'aspettativa ben oltre il dovuto. Corse ai regali, addobbi, cene natalizie, traffico in tilt, tracolli nervosi, e poi tutto svanisce in meno di 24 ore.
Ha senso tutto ciò? Non è forse il caso di ridimensionare l'evento entro confini più genuini e tradizionali?
L'unica vera conseguenza che ne scaturisce è la delusione. Come tutte le cose tanto desiderate spesso, una volta ottenute, ci lasciano con l'amara soddisfazione che forse era meglio l'emozione dell'attesa piuttosto che quella della conquista.
In quest'ottica quindi pare abbastanza normale accendere la tv il giorno di Santo Stefano e vedere Michelle Hunziker che sgambetta consigliandoci di riempire di colorati confetti le calze per la Befana.

Evviva il consumismo...

giovedì 24 dicembre 2009

Notizie che ti cambiano la giornata


Ieri mattina ero alla fermata dei mezzi pubblici in attesa di veder spuntare il tram dalla nebbia e dalla neve, sfogliando uno dei famosi quotidiani di informazione gratuita. Mi cade l'occhio sulla seguente notizia:

Rihanna ha confessato: "Io e Justin [Timberlake] facciamo sesso eccitante e selvaggio"

Capisco che se vai a letto con Justin Timberlake avresti voglia di farlo sapere al mondo intero, ma così mi pare un tantino esagerato...
Ringrazio Rihanna per la comunicazione, e con un pò di invidia, continuo ad aspettare il tram.

martedì 22 dicembre 2009

Il vicino di tavolo


Anche oggi, come ogni giorno, sono andato a pranzare nel mio locale preferito, un luogo caldo e accogliente, dove nel periodo delle feste si respira aria di scambio di regali tra amici davanti ad un buon pasto o una fetta di torta. Dopo aver scelto il piatto da ordinare, distolgo lo sguardo dal menù e lo vedo. Mi fissava.
Aveva un'aria vispa e allegra. Era seduto sulla sedia nel tavolo accanto al mio. Ha trascorso gran parte del pranzo a guardarsi intorno, ogni tanto incrociava il mio sguardo, ma poi subito dopo qualcosa distoglieva la sua attenzione. Solo la sua inconsapevole incoscienza lo salvava da un sicuro imbarazzo. Indossava un vestito di panno rosso, aderente, con i bordi segnati da un morbido tessuto bianco. Sulla sommità faceva capolino un piccolo pon pon bianco che si agitava con i movimenti svelti del suo corpo.
Praticamente era vestito da Babbo Natale.
La scelta dell'abbigliamento non era la cosa più stramba, anche perchè non scaturiva dalla sua decisione ma da quella della donna bionda che gli stava seduta affianco, intenta a gustare una piatto di farfalle agli spinaci che poi avrebbe avanzato con aria insoddisfatta.
Era una scena decisamente inopportuna: vestito da Babbo Natale e seduto sulla sedia al tavolo di uno dei più frequentati locali del centro all'ora di pranzo.
Tuttavia la cosa più sconvolgente era un'altra: affianco a me, seduto su una sedia, avevo un cane, un volpino, vestito da Babbo Natale.
Poverino, bastava rivolgere un fugace sguardo alla sua padrona per capire il motivo di una simile idiozia, non ci sono parole per descrivere la "mise" di questa donna e il suo comportamento.
E' già sufficientemente disdicevole seviziare una povera bestia "vestendola" in modo ridicolo, ma addirittura farla stare seduta a tavola, occupando una sedia, in un'affollata sala da pranzo rasenta la maleducazione.
Con tutto l'amore che si può provare verso gli animali, non si può mai prescindere dal rispetto, che va loro garantito prima di ogni altra cosa.
Quindi, per favore, non siate ridicoli.

domenica 20 dicembre 2009

A'noi, ce' piace!


E' guerra tra Nespresso e Lavazza. La querelle ha origine dalla messa in onda dello spot Nespresso in cui il bel George Clooney scampa ad una prematura dipartita dal nostro dorato mondo in capsule in cambio della famosa macchina per il caffè. Promotore del felice scambio un bianchissimo John Malkovich a cui saremo eternamente grati (è proprio il caso di dirlo) per non averci privato della celestiale presenza dell'affascinante George.
Lavazza rivendica l'idea alla base dello spot che ricorda in maniera troppo espicita le vicende di Paolo Bonolis e Luca Laurenti che ormai da anni si susseguono in un paradiso che pare trovarsi poco al di fuori del grande raccordo anulare di Roma.
Va bene, lo spot è molto simile, ma vogliamo spedere due parole sul risultato finale?
Vogliamo anche solo paragonare un raffinato spot in lingua inglese (idea alquanto anomala, ma assolutamente vincente per uno spot in Italia) con protagonisti due grandi attori di Hollywood, con una pubblicità girata in una Cinecittà ricoperta di ovatta in cui si muovono due presentatori che fanno della loro volgare (e romanesca) ironia il proprio cavallo di battaglia?
No, mi spiace, non c'è santo che tenga.
Per favore, lasciateci Clooney, perchè come dice Proietti in un altrettanto celebre spot del caffè: a'noi, ce' piace.

il fesTiVal (della canzone italiana)


E' da poco uscita la lista dei cantanti in gara all'edizione 2010 del Festival di Sanremo. Che il Festival della canzone nazional popolare non se la stesse passando proprio bene è un dato di fatto che dura ormai da tempo, ma quest'anno si è davvero toccato il fondo.
La distinzione tra Big e Nuove proposte è decisamente bizzarra.
Pare quindi abbastanza curioso trovare tra i Big personaggi come Marco Mengoni (ventenne neovincitore di X-Factor) Valerio Scanu (vincitore di Amici) Noemi (vincitrice morale della scorsa edizione di X-Factor). Nulla da eccepire sul talento di Marco e sulla qualità dell'ultimo lavoro di Noemi che rappresentano senz'altro una buona occasione per la musica italiana, ma siamo ben lungi dal paragone con artisti che da anni o decenni cavalcano le classifiche di vendita e raccolgono apprezzamenti di critica, i cosiddetti Big.
Ancora più curiosa la presenza del principe Emanuele Filiberto di Savoia che canta (sì, avete capito bene, adesso canta anche) in coppia con Pupo una canzone dal titolo "Italia amore mio". Il principe ballerino, dopo aver intentato una causa contro il nostro Paese, adesso diventa cantante e approda all'Ariston tra i Big con una canzone-elogio all'Italia.
No poteva mancare anche quest'anno Povia, che dopo la canzone sui gay quest'anno affronta il tema dell'eutanasia con un testo ispirato al caso di Eluana Englaro. Forse più che il cantante il buon Povia avrebbe potuto fare il pubblicitario. O il politico. Tanto ormai son praticamente la stessa cosa.
Fabrizio Moro ci riprova per l'ennesima volta, gli auguriamo molta fortuna...
Gradite conferme sono Arisa, Malika Ayane, Simone Cristicchi e Irene Grandi. Recidivi invece Toto Cutugno e Nino D'Angelo. Una novità: Morgan. Talmente al di sopra delle parti che anche questa volta rimarrà incompreso.
Se i veri Big quindi non sono pervenuti tra i partecipanti, compaiono di conseguenza tra gli esclusi: Carmen Consoli in coppia con Paola Turci con una canzone di Nada. Praticamente un poker d'assi gettato alle ortiche. L'unica consolazione è che le tre Signore della musica italiana non hanno di certo bisogno di un Festival come questo per affermarsi e raccogliere consensi.
Questo Festival della Canzone Italiana soffre sempre di più del mezzo televisivo a cui si affida, al punto da reclutare i Big della Televisione a scapito dei Big della Musica.
Non sarà un festival della Musica Italiana, probabilmente sarà solo un festival della Tv per la Tv.

sabato 19 dicembre 2009

Son problemi!


Il problema del sabato sera nelle grandi città, soprattutto del Nord Europa, non è la congestione del traffico nè l'affollamento dei locali, bensì la gestione degli effetti collaterali dell'alcool sulla popolazione maschile. E' risaputo che la birra incrementi e stimoli certi bisogni fisiologici al punto da costringere il giovane ad una rapida ricerca di un luogo adatto alla soluzione del problema.
Considerando lo stato di più o meno leggera euforia causato dall'alcool spesso non si ha la lucidità necessaria per valutare l'adeguatezza del luogo, quindi spesso ci si ferma alla prima opportunità. Il tradizionale albero è stato ormai soppiantato da soluzioni più originali, quindi si assiste a performance in prossimità di vetrine di negozi, paline dell'autobus, autovetture parcheggiate fino agli spazi completamente aperti, sintomo di elevato grado alcoolico e basso tasso di inibizione.
Ad Amsterdam per esempio la fanno direttamente nei canali e non è difficile affacciarsi dalla propria finestra e trovarsi di fronte un individuo impegnato ad aprire le chiuse con estrema disinvoltura.
Dopo l'installazione di orrendi wc chimici temporanei nelle principali piazze urbane, in Inghilterra hanno trovato una soluzione tanto efficace quanto disgustosa: un orinatoio integrato nei bidoni dei rifiuti.
Diffusione capillare, pratico utilizzo, discrezione garantita, odori nauseabondi assicurati, proprio davanti la porta di casa propria.

giovedì 17 dicembre 2009

Delirii natalizi

Trovo un pò di tempo scrivere, consapevole che nessuno leggerà questo post in questo blog praticamente sconosciuto. L'ambizione è fare in modo che pian piano qualcuno ogni tanto passerà di qui a leggere i delirii esistenziali del sottoscritto.

Come dice J-Ax il Natale è un pò come l’alcool per me, lo sento sempre di meno. E non posso che essere d'accordo. Anche i sintomi della sbronza sono i medesimi: nausea, vomito, mal di testa.

Le ultime scene a cui ho assistito sono le seguenti:

1) centro commerciale, zona incartamento regali, signora si rivolge con insistenza alla commessa: signorina, può staccare dall'albero di Natale quelle palle dorate e utilizzarle per confezionare il regalo?!?

2) semaforo cittadino: giovane indiano si aggira tra le auto con numerosi babbi natali, ognuno diligentemente abbarbicato alla propria scaletta luminosa, di varie misure. Il più grande appeso alla schiena, poi quelli più piccoli via via scendendo verso le parti basse del corpo (non sono malizioso quindi non aggiugo commenti a quest'ultima frase allusiva)

3) ennesimo balcone addobbato con sobrietà sulla cui ringhiera una renna luminosa spicca un salto con l'agiolità di un camoscio valdostano, contornata da luminarie di ogni genere e sorta per cui il proprietario ha acceso un mutuo per provvedere al pagamento delle bollette dell'energia elettrica

Concludo con una domanda: chi avrà il coraggio di regalare per Natale una di quelle statuette (da quella in versione mini a quella formato maxi) finte africane, con parti in avorio di pura plastica, decorazioni realizzate a mano da aborigeni taiwanesi, in vendita nelle nostre vetrine per il modico prezzo di 15.90 euro?!

Spero NESSUNO